PARLIAMO DI CUORE....E NON SOLO...MA SEMPRE COL CUORE - Messaggio aziendale

" AI SICILIANI CHE NON SI FANNO INCANTARE DAL CLIMA, DAL MARE, DAL SOLE, DAGLI AROMI, DAGLI ODORI, DAGLI UOMINI DI RISPETTO, DAGLI 
< AMICI > , DAI < BRAVI RAGAZZI > , DAGLI < SPERTI E MALANDRINI > , DAI GATTOPARDI, DAI < GALANTUOMINI >, DAI COMPARI ! "

                                                                                                                Alfio Caruso
ALFIO CARUSO - SICILIA - MAFIA






 
 










" I MIGLIORI DI NOI SONO FINITI SOTTO UNA CROCE PER TESTIMONIARE CHE
 ESISTE UN'ALTRA SICILIA, CHE QUESTA SICILIA NON SI ARRENDE E NON SI ARRENDERA' MAI, CHE CI SARA' SEMPRE UNA VOCE LIBERA PRONTA AD ALZARSI CONTRO L'ASSEUFAZIONE AL PEGGIO, CONTRO IL RIBUTTANTE IMBROGLIO CHE
SIA ESISTITA UNA MAFIA BUONA, UN'ONORATA SOCIETA' CON LE SUE REGOLE,
CON I SUOI UOMINI D'ONORE, CON LE SUE DONNE , SANTE E IGNARE DI TUTTO " 

IN SICILIA LE DISFIDE IMPRENDITORIALI NON ATTRAEVANO E NON ATTRAGGONO. LE DINASTIE DEL LAVORO SI CONTANO SULLE DITA DI UNA SOLA MANO. DA SECOLI DOMINANO GLI STESSI CINQUANTA COGNOMI  E GLI STESSI
DIECI NOMI,  IN UN RINCORRERSI DI NONNI, PADRI, NIPOTI , CUGINI, ZII.  HANNO AVUTO E  HANNO UNA SOLA STELLA COMETA : IL POTERE ! PER NON PERDERLO HANNO TRADITO, HANNO SPERGIURATO, HANNO COMPLOTTATO, HANNO
BACIATO TUTTI I DERETANI CONTINENTALI IN CIRCOLAZIONE, SI SONO TRUCCATI ORA DA SFRENATI PROGRESSISTI ORA DA SERIOSI CONSERVATORI . "

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BURT LANCASTER - SICILIA- IL GATTOPARDO - TOMASI DI LAMPEDUSA
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
" Il sonno, caro Chevalley, il sonno é ciò che i siciliani vogliono, ed essi odieranno sempre chi li vorrá svegliare, sia pure per portare loro i più bei regali ! " - da Il Gattopardo
 
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- Guy De Maupassant definì la Sicilia " uno  strano e divino museo di architettura "
 
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Diceva Sciascia della Sicilia: " Né con te né senza di te posso vivere " !

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- " Annacari " viene da naca, culla; significa dondolare
 
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- Na vuota i palermitani ci piaciva passiare...ora currinu sempri, comu  i milanisi...quantu era bellu "u  passiu " , passeggiare senza meta, fermandosi a guardare !
E vorrei citare Gaetano Basile quando ricorda quell'inviato di un noto quotidiano milanese che, a proposito della nostra rosticceria, affermava che noi palermitani abbiamo una cucina da mangiare con le mani , in piedi, senza coltello e forchetta... mangiare passiannu !

PANINO CON PANELLE E CROCCHE' - SICILIA - GASTRONOMIAPANINO CON PANELLE










PANELLE E CROCCHE'  - SICILIA






























LUCA ZINGARETTI - ARANCINI - COMMISSARIO MONTALBANO - SICILIA











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MICHELE NAVARRA - MAFIA - COSA NOSTRA - SICILIA - CORLEONE




















Anche Navarra, il padrino di Corleone ucciso da Luciano Liggio, seppe sistemare i suoi familiari : un fratello  funzionario BDS, uno dirigente AST,  uno rettore dell' Universita' di Messina, uno funzionario dell'assessorato enti locali. Fu ammazzato
ù da Liggio, che lo considerava ostacolo alle sue mire di potere, era stanco di
questo capomafia all'antica che non capiva i tempi nuovi. Una delle tante cose
che gli rimproverava era l'affare della diga Garcia, una diga finanziata dalla Cassa
per il Mezzogiorno per portare l'acqua a Trapani e Agrigento e prevista in una
zona
sismica (c'era stato  il terremoto del Belice !). In quel periodo ci furono i sequestri Corleo, Cassina e Vassallo (servivano ai liggiani per fare cassa e nello stesso tempo per  screditare i boss di Palermo, incapaci di proteggere gli "amici" , e financo di scoprire i mandanti e i resti degli scomparsi ).  I Salvo e altri si accaparrarono per tempo i terreni per poche lire e li coltivarono a vigneti
( la legge prevedeva risarcimenti milionari per i terreni confiscati, se coltivati )

Colonnello RUSSO - SICILIA - MAFIA - CARABINIERI - DIGA GARCIA - MARIO FRANCESE - TOTO' RIINA 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
 












Si arricchirono i mafiosi ,mentre i burgisi vendettero per poche lire i loro terreni,
 per paura dell' esproprio. Mario Francese scoprì che i  mafiosi avevano comprato
 i terreni per due miliardi, la Regione Sicilia li aveva espropiati  per 17 miliardi !
Una societa' interessata - e questo lo scoprì il colonnello Russo, che anche per
questo fu ucciso - era la Zoosicula-RISA, che compro' a Corleone 11 salme di
terreno, a Rocche Rao; l'affittuario era un nipote di Totò Riina. Navarra si oppose alla costruzione della diga perche' così venivano colpiti i mafiosi della Conca d'oro che si arricchivano con i loro pozzi d'acqua; Liggio era invece interessato alla diga per potere lavorare con i suoi camion ,con i subappalti.

 
OMICIDIO NAVARRA - CORLEONE - MAFIA
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 


 
2 agosto 1958, primo pomeriggio - in contrada Portella Imbraca, agro di Palazzo Adriano, sulla provinciale Prizzi-Corleone:  Navarra , che sta tornando a Corleone
da Lercara Friddi, viene massacrato, la sua 1100 nera viene ridotta ad un
colabrodo. A terra vengono  trovati 124 bossoli, nel corpo di Navarra 92 proiettili.
I 7 killer, arrivati con 2 auto, spararono con un fucile mitragliatore Thompson, un mitra Breva e tre pistole automatiche. Non doveva essere soltanto un omicidio, doveva servire a scatenare il terrore, doveva essere una manifestazione di grande potenza militare. Muore Navarra e si scatena la caccia ai navarriani. La guerra durera' fino al 1963. Ma non fu una guerra, fu uno sterminio; mai a Corleone si
 era vista tanta furia omicida...i navarriani furono inseguiti nelle strade, nelle case,
 nelle chiese...dovevano sparire dalla faccia della terra...qualcosa che ricorda i successivi stermini in Ruanda o nel Kossovo ! I boss siculoamericani di Cosa
Nostra definiranno Corleone "Tombstone", pietra tombale.
E pensare che si conoscevano tutti da bambini !
Duro' cinque anni la guerra tra navarriani e liggiani. I rapporti di polizia  e carabinieri parlano di 55 omicidi, venti lupare bianche e tantissimi feriti. Tutti
delitti senza colpevoli; solo Liggio fu condannato all' ergastolo per l'omicio di Navarra e Russo; tutti gli altri assolti per insufficienza di prove e per non avere commesso il fatto !

 
 
LucianoLeggio, detto Liggio
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Bernardo Provenzano 
 
 
 
 

 
Totò' Riina 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 


 
 
 
 

 
Tutto conincio' il 2 agosto 1958, con l'omicidio Navarra, e fini' nel 1963 ! Il 6 settembre 1958 ci fu la prima battaglia; intorno alle 20,30 alcuni killer scovarono Marco Marino davanti la sua abitazione, in cortile Trumbaturi, e l'uccisero.
Vennero uccisi anche Giovanni Marino e Pietro Maiuri, che, assistito all' omicidio, tentarono di scappare. Nella sparatoria venne ferita anche una bambina di due
anni, Maria Cutrona ! Informati di quanto successo al nipote, i fratelli Giovanni e Antonino Maiuri aprirono il fuoco contro Giuseppe Ruffino e Bernardo
Provenzano, in via Bentivegna. Provenzano cadde ferito alla testa, ma non fu finito perche' creduto morto; Ruffino si rifugio' nel negozio di Francesco Santacolomba e nella sparatoria che segui' vennero ferite la moglie del commerciante e la figlia di otto anni ! L'11 febbraio del 1961 i liggiani Giovanni Provenzano e Calogero
Bagarella sorprendono Vincenzo Cortimiglia , in via Puccio; questi spara  ma viene ferito dal Bagarella; rifugiatosi nel negozio di alimentari di certo Spatafora, viene
qui finito da altri due killer. Il 10 settembre 1963 viene ucciso l'ultimo dei
navarriani, il piu' pericoloso, Francesco Paolo Streva; nel bosco di " Pirrello "  
viene eliminato , insieme a Biagio Pomilla e Antonino Piraino. Gia' nel maggio
 dello stesso anno lo Streva era scampato ad un agguato nel quartiere di San Giovanni, in via Scorsone, dove abitavano anche i Bagarella; in quella occasione riusci' a ferire Bernardo Provenzano, che era in compagnia di Calogero Bagarella. 
 
PIZZO PIRRELLO - CORLEONE 

























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- Il magistrato A. Sabella ha fatto notare come, a causa del nostro atavico fatalismo, nel dialetto siciliano non esiste il verbo al futuro (es., diciamo non "domani
andremo al cinema" ma "domani andiamo al cinema")
 
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- Bernardino VERRO : fu il primo sindaco socialista di Corleone
 ( giugno 1914:  ad uno dei comizi che precedettero l'elezione partecipo' la mitica Angelica Balabanoff !).
Gia' nel 1907 partecipo' al primo governo di centrosinistra della storia d'Italia, a Corleone, con i cattolici
Fondo' i Fasci Contadini . Diceva: "se prendete una verga sola la spezzerete facilmente; se ne prendete due incontrerete piu' difficolta'; ma se fate un fascio di verghe sara' impossibile spezzarle. Cosi', se il contadino è solo a trattare col
padrone sara' piegato facilmente; se invece si unisce in un fascio, in un'organizzazione, allora diventa invincibile".
 
BERNARDINO VERRO - SINDACATI - CORLEONE

















Fu grazie alla sua opera, che diffuse anche nei paesi vicini, che il 30/7/1893 le
sezioni dei Fasci della provincia di Palermo si riunirono in congresso  a Corleone e approvarono i PATTI di CORLEONE, che gli storici hanno definito  "il primo contratto  sindacale dell'Italia capitalista ".
Grazie al suo impegno riusci' ad ottenere in affitto direttamente dagli agrari sei importanti ex feudi, per un totale di circa 3500 ettari di buona terra, assegnati ai contadini  a quote di tre ettari ciascuno. Fu così che circa 1500 famiglie di povera gente realizzo' il sogno di avere un pezzo di terra, affrancandosi dallo
sfruttamento mafioso.
A chiudere la stagione dei Fasci ci penso' Crispi (presidente del consiglio  e
siciliano anch'egli !), che proclamo' lo stato d'assedio in Sicilia, sciolse i Fasci e
fece condannare dai tribunali militari i capi sindacali ( 12 anni a Nicola Barbato, il medico sindacalista, e B. Verro ). Dopo due anni Verro e Barbato usufruirono di un'amnistia e ripresero le lotte sindacali.
 
Bernardino Verro, il cui bellissimo viso si puo' ammirare nella foto posta sulla sua tomba nel cimitero di Corleone, fu assassinato il 3/11/1915 dai
" fratuzzi" (antesignani dei mafiosi), costituiti dai campieri e soprastanti che, per conto dei gabelloti, gestivano la mafia dei campi. Gli spararono 11 colpi di
rivoltella da breve distanza e altri 4 colpi di grazia alla nuca !
 
BERNARDINO VERRO - CORLEONE - PATTI DI CORLEONE - LOTTE SINDACALI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
ASSASSINIO DI BERNARDINO VERRO - CORLEONE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
BERNARDINO VERRO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
BERNARDINO VERRO
 
 
 
 
 
 
 
 
BERNARDINO VERRO - CIMITERO DI CORLEONE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
BERNARDINO VERRO - DINO PATERNOSTRO - CORLEONE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 































Gia' nella sentenza del 1917, in base al memoriale del Verro, si parla di organizzazione mafiosa, con i suoi membri e i suoi metodi (in quel tempo
 il capo dei capi della mafia siciliana era Vito Cascio Ferro, da Bisacquino; a
 Corleone c'erano i fratuzzi, capeggiati da Piddu Battaglia; a lui succedera' Michelangelo Gennaro, e poi - dal 1924 - Calogero Lo Bue, da Prizzi, e poi Michele Navarra . In America , ai tempi di Verro, c'era la Mano Nera, con a capo Giuseppe Morello, da Corleone !).

Curioso era il loro segno di riconoscimento: toccarsi gli incisivi superiori,     accennando ad un mal di denti. 
 
Toto' Cuffaro, detto
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Lo stato italiano aspettera' le rivelazioni di Buscetta, nel 1984, per scoprire quanto gia' era risaputo  !
 
MASINO BUSCETTA - MAFIA
 
 
 
 
 
 













 
 
 
 
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IL PAPIRO IN SICILIA

IL PAPIRO DEL CIANE - SICILIA

La Sicilia e' l'unico posto in Italia in
cui il papiro cresce naturalmente, lungo le rive del piccolo fiume Ciane, che scorre parallelo all' Anapo,
vicino Siracusa ( e a Siracusa si trova
 l' Istituto Internazionale del papiro )
; e poi nel fiume Oreto, a Palermo; e
nel Fiumefreddo, in provincia di Catania.
Ma il Ciane, tre secoli fa, somigliava
 ad un piccolo Nilo anche perche'
vi si trovavano i coccodrilli ! Furono gli arabi a portarli, allevandoli in alcuni fiumi, come l' Alcantara e il palermitano Garaffello. I coccodrilli , come scrive il
Mongitore, celebre storico e naturalista del settecento, furono poi sterminati. 

IL PAPIRO IN SICILIAIl papiro fu la carta da scrivere
degli egizi; la inventarono
cinquemila anni addietro e fu per
quei tempi nel campo delle comunicazioni una evoluzione paragonabile per noi moderni alla scoperta del computer ! Fino ad
allora si utilizzavano le tavolette di argilla, fragili, ingombranti, che dovevano essere prima incise e poi cotte in forno. Senza la carta dei faraoni non sarebbero esistite le grandi biblioteche alessandrine, non avremmo conosciuto i poemi di Omero, insomma moltissima parte della cultura antica si sarebbe persa
 irrimediabilmente !



IL PAPIRO IN SICILIA
























Ma come e' arrivato il papiro, pianta originaria dell' Africa equatoriale, in 
Sicilia ? Forse la importarono i cretesi , che gia' importarono nell' isola l'olivo domestico, il fico, il dattero ; forse i romani, ai tempi di Tiberio, quando il raccolto del papiro in Egitto ando' perduto e quindi  manco' la carta per scrivere; forse non l'importo' nessuno e il papiro nostrano nacque nel Ciane, se e' vero che nel siracusano, nella grotta di Spinagallo, sono stati trovati resti di elefanti nani, ghiri giganti, cervi e ippopotami, e allora perche' non pensare che in un tempo lontanissiomo Sicilia e Africa fossero unite ? Quindi il papiro del Ciane come
 fossile vivente !

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- " Cosca" : e' la corona di foglie del carciofo

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- Nunzio Filogamo e Nicolo' Carosio erano palermitani
 
NUNZIO FILOGAMO - RAI -PRESENTATORE
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 

NICOLO' CAROSIO







 
 
 
NICOLO' CAROSIO - NEREO ROCCO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 



































SCRISSERO : " SE VITTORIO POZZO FU IL MAGO, IL CREATORE DELLA GRANDE ITALIA CALCISTICA, CAROSIO NE FU IL SUO OMERO !"


NICOLO' CAROSIO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 





 

 
 
 
 
 
 
 












ERA NATO A PALERMO NEL 1907, DA PADRE LIGURE E MADRE INGLESE,
DI MALTA . 
UN GIORNO LA MAMMA LO PORTO' A LONDRA E LI' AVVENNE IL COLPO
DI FULMINE : LE RADIOCRONACHE FATTE ALLA BBC DA CHAPMAN , ALLENATORE DELL' ARSENAL, LO AFFASCINARONO ! A VENTICINQUE
 ANNI SI PRESENTO' AL CONCORSO INDETTO
DALL' EIAR  ( FUTURA RAI ) E VINSE SU 150 CONCORRENTI RECITANDO
UNA RADIOCRONACA IMMAGINARIA  FINITA 5 A 5 !  IL PRIMO GENNAIO
 1933 EBBE IL SUO BATTESIMO AI BORDI DEL CAMPO DI BOLOGNA PER ITALIA- GERMANIA, FINITA 3 A 1. 
CANTO' I DUE MONDIALI VINTI DALL' ITALIA DI POZZO 
( 1934 E 1938 ), PIANSE I GIOCATORI DEL TORINO MORTI A SUPERGA, SI INCAZZO' CON LA NAZIONALE DEGLI ANNI CINQUANTA, RACCONTO'
CIRCA 3000 PARTITE, FU ALLE OLIMPIADI DEL 1936,1948 E 1952, TRASMISE L'APERTURA POSTBELLICA DELLA SCALA. 
FU LUI CHE IL 25 APRILE 1945 PARLO' AL MICROFONO DI RADIO MILANO PER DESCRIVERE LA CERIMONIA DELLO SCOPRIMENTO DELLA MADONNINA E LA BENEDIZIONE DEL CARDINALE SCHUSTER PER LA FINE DELLA GUERRA !
IL " PROGRESSO" LO TRAVOLSE E LA RAI APPROFITTO' DI UNA DELLE SUE INCAZZATURE PER LICENZIARLO ( ERANO I MONDIALI DEL MESSICO E , NELL' INCONTRO ITALIA-ISRAELE, FU ANNULLATO UN GOL DI RIVA...CAROSIO NON SI TRATTENNE E INVEI' CONTRO UN GUARDALINEE ETIOPE !

ALTRI TEMPI ! ALTRI UOMINI ! GENTE VERA !



NICOLO'  CAROSIO



























E  nel mondo del calcio italiano un  altro palermitano merita di essere ricordato, RAIMONDO LANZA di TRABIA. Tra il 1951 e il 1954 , presidente dei rosanero, da una suite dell' Hotel Gallia di Milano, , riceveva allenatori e giocatori, a volte
dentro la vasca da bagno o con indosso solo un lenzuolo......nasceva il calciomercato !

RAIMONDO LANZA DI TRABIA

 



A  lui si ispiro' Modugno quando scrisse " Il vecchio frac "


















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 Vucciria viene dal francese "boucherie", che vuol dire carne;  all'inizio la Vucciria
fu mercato di carne
 
MERCATO DELLA VUCCIRIA - PALERMO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
VUCCIRIA - GUTTUSO - PALERMO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
VUCCIRIA
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
























 
 
 



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-Villa Giulia, a Palermo, fu tra i primi giardini pubblici realizzati in Italia, a fine
700. Nasce come salotto mondano, per le passeggiate dei nobili e viene intitolato a Giulia, la moglie del vicere'.
Goethe lo defini'" il piu' meraviglioso angolo di questa terra ! "
 
VILLA GIULIA - PALERMO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
VILLA GIULIA - PALERMO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
VILLA GIULIA - PALERMO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
GENIO DI PALERMO - VILLA GIULIA
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 







































 
 
 
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Padre di PLACIDO RIZZOTTO- Il coraggio di un padre ! Ad un anno dalla scomparsa di Placido Rizzotto, il vecchio padre, che sapeva chi aveva ucciso suo figlio ma non sapeva dove avessero nascosto il cadavere, salì
sul palco eretto nella piazza principale di
Corleone, davanti al municipio, e scandì i nomi degli assassini. Rivolgendosi poi ai mafiosi che l'osservavano a distanza, nell'ombra, concluse
 con una profezia che si sarebbe realizzata di lì a poco : " Vi conosco bene ! So di quanta feroce bestialita' siete capaci, ma presto arrivera' il
giorno che vi scannerete come cani rabbiosi !".
Di lì a poco i Liggiani scanneranno i Navarriani.
Corleone diventera' Tombstone !




Ma gia' prima quest'uomo aveva dimostrato il suo coraggio, quando , scomparso Placido, ando' in caserma, dai carabinieri, a raccontare della mafia di Corleone, di Michele Navarra, che aveva preso il posto di Calogero Lo Bue, e dei suoi vice:
Vincent Collura e Antonino Governali, inteso "funcidda".
  
 
  
 
 
 
 
 
 
  
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- Villa IGIEA : nasce  come sanatorio per le malattie polmonari, specie la tbc (nel 1982 Robert Koch aveva scoperto il bacillo della tubercolosi). Il prof. Vincenzo Cervello, amico di Ignazio Florio junior, mette a punto una terapia e convince
 Florio a costruire il sanatorio. Nasce così Villa Igiea, da Hygiea Salutis Dea (dea della salute). Florio acquista terreno ed edifici dall'ammiraglio Cecil Domwille, lì dove sorge la sorgente dell' Acquasanta, fonte naturale di acqua "terapeutica".  Il progetto e' affidato a Ernesto Basile, che in quel periodo sta costruendo il villino Florio all' Olivuzza. Gli affreschi sono opera di E. De Maria Bergler, i mobili opera della ditta Ducrot ( su disegno del Basile ), infine stucchi e decorazioni si devono a Francesco Li Vigni ( inventore del famoso intonaco che da lui prese il nome ). La trasformazione in grande albergo fu facilitata dal fatto che il sanatorio era stato costruito per ricchi e aristocratici.
 
VILLA IGIEA - PALERMO
 
   
 
VILLAM IGIEA - PALERMO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
VILLA IGIEA - PALERMO - ERNESTO BASILE - FLORIO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
ERNESTO BASILE - ARCHITETTO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
VILLA IGIEA - PALERMO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
VILLA IGIEA - PALERMO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
VILLA IGIEA - PALERMO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
VILLA IGIEA
 
 
 
 
 
 
 
 
 
FRANCA FLORIO - VILLA IGIEA - BOLDRINI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
SEDIE - VILLA IGIEA - PALERMO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
VILLA IGIEA PALERMO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 





























VILLA IGIEA - PALERMO - LIBERTY


































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TRA I GRANDI SICILIANI NON DIMENTICHIAMO IL BARONE PIETRO PISANI, DIRETTORE DELLA REAL CASA DEI MATTI DI PALERMO.
ERANO I PRIMI DECENNI DELL' OTTOCENTO, EPOCA IN CUI  I MALATI DI MENTE VENIVANO RINCHIUSI, LEGATI E TORTURATI. 
A PALERMO, NELLA CHIESA DI SAN GIOVANNI DEI LEBBROSI, VENIVANO
 RINCHIUSI INSIEME MALATI DI SCABBIA, DEMENTI, TISICI, ETC. NON ERA NELL' ORDINE DELLE IDEE IL CURARLI, BASTAVA CHE FOSSERO ALLONTANATI DAGLI ALTRI . 


PIETRO PISANI

FU LA REGINA CAROLINA, NEL 1802, A VOLERE
 CHE I MALATI DI MENTE FOSSERO CURATI A PARTE. FU COSI' CHE IL BARONE PISANI DIEDE
VI
TA , NELL' EX CONVENTO DI SANTA TERESA, AD UNA STRUTTURA PSICHIATRICA MODERNA, ALL'AVANGUARDIA NEL MONDO. IL MALATO DI MENTE  RITROVO' LA SUA DIGNITA' DI PERSONA, POTE' LAVORARE, PASSEGGIARE, VEDERE OPERE TEATRALI.
PIETRO PISANI MORI' DI COLERA, SEMPRE AL LAVORO NEL SUO OSPEDALE, PER ASSISTERE I MATTI COLEROSI.
LA CITTA' DI PALERMO GLI HA DEDICATO UN BUSTO MARMOREO NELLA CHIESA DI SAN DOMENICO, ACCANTO AI GRANDI DI QUESTA CITTA'.
 COME TUTTI I GRANDI SICILIANI FU UN MIX DI RAZIONALITA' E FOLLIA !

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MONDELLO - PALERMO - ANNI 30




















MONDELLO - PALERMO






























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 Pane ca meusa : milza di vitello cucinata con lo strutto ( " a saimi"), con fette di polmone e trachea.
 
PANI CA MEUSA - PANINO CON LA MILZA - CUCINA SICILIANA - FAST FOOD
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 



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- Palazzo Steri : da "hosterium", palazzo fortificato
 
PALAZZO STERI - PALERMO - INQUISIZIONE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
PALAZZO STERI - PALERMO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
PALAZZO STERI - PALERMO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
PALAZZO STERI - PALERMO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
PALAZZO STERI - PALERMO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 







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- Lucky Luciano: nel 1946 venne spedito in Italia - in America doveva scontare 50 anni di carcere, ma ne fece solo 9 - graziato e spedito in Italia per i servizi resi agli USA in occasione dello sbarco degli Alleati. 
Che carini !
 
LUCKY LUCIANO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 



 
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SICILIA - CONTADINI - MULO













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SICILIA, TERRA ANTICHISSIMA. 
SE ANDATE A VISITARE LE GROTTE DELL' ADDAURA, VICINO PALERMO, VEDRETE RAFFIGURAZIONI DI DANZE MAGICHE, PROPIZIATORIE. FU
UNO DEI PRIMI LUOGHI DI INSEDIAMENTO DI POPOLI VENUTI DALL'ORIENTE ( SIRIA, ANATOLIA ). 
PALERMO - ADDAURA - SICILIA - GROTTE - ARCHEOLOGIA
COSI' PER LE PETRALIE...( A PROPOSITO,
 I GIGANTI BIFRONTI DELLA GROTTA DEL VECCHIUZZO, ALTE VENTI METRI...CHI
LE COSTRUI' ? ). E OCCORRE RICORDARE CHE I GRANDI STORICI DELLA GRECIA CLASSICA AFFERMARONO CHE I SICULI E 
 I SICANI ERANO POPOLI D'ORIENTE CHE , DOPO LUNGA PEREGRINAZIONE, SI RITROVARONO IN SICILIA. 








SIAMO NEL NEOLITICO, CIOE' TRA L'ETA' DELLA PIETRA E L'ETA' DEI METALLI. E' LA FASE IN CUI L'UOMO ABBANDONA IL NOMADISMO E SI DEDICA ALL' AGRICOLTURA.

PALERMO - ADDAURA - GROTTE -SICILIA- ARCHEOLOGIA






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- Dalle testimonianze di Marino Mannoia e Tommaso Buscetta :
 
 1) Salvo Lima -  sindaco, deputato,   europarlamentare, famiglia di viale Lazio

Salvo Lima
   2)  Cerami - senatore, vicino alla famiglia di corso dei Mille
   3) Franco Restivo - ministro,
uomo d'onore della cosca di
Bagheria
   4) Mario D'Acquisto - presidente Regione Sicilia, portato da Cosa Nostra
   5) Attilio Ruffino - ministro,  idem
   6) Giovanni Gioia - ministro, idem
   7) Franco Barbaccia, medico ORL
dell' Ucciardone, uomo d'onore
della famiglia Badalamenti
   8) Giuseppe Insalaco, segretario factotum di Restivo
 
 
GIULIO ANDREOTTI - SALVO LIMA
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


































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Il  PARCO DELLA FAVORITA - LA CASINA CINESE


PALAZZINA CINESE - PARCO DELLA FAVORITA - PALERMO - SICILIA - BORBONE






















1978 - FERDINANDO I DI BORBONE ABBANDONA NAPOLI E , NEL GIORNO
 DI NATALE , ARRIVA A PALERMO, CON MARIA CAROLINA E LA CORTE.

FERDINANDO I DI BORBONE
 IL SUO PRIMO PENSIERO E' QUELLO DI REALIZZARE UN PARCO ADATTO A SODDISFARE
LA PROPRIA SMODATA PASSIONE VENATORIA. ACQUISISCE, TRA ESPROPRI E COMPERE, 400 ETTARI DI TERRENO NELLA PIANA DEI COLLI,VICINO LE VILLE DELLE PIU' IMPORTANTI FAMIGLIE ARISTOCRATICHE DELL' ISOLA
( TRABIA, VILLAFRANCA, SCORDIA, NISCEMI, PATERNO' , GERACI, CASTROFILIPPO ). 














CHIAMA L'ARCHITETTO GIUSEPPE VENANZIO MARVUGLIA E GLI AFFIDA
IL COMPITO DI TRASFORMARE IL PREESISTENTE EDIFICIO LIGNEO , IN STILE CINESE, DELLA FAMIGLIA LOMBARDO, IN UN EDIFICIO DA
DEDICARE AI PIACERI DELLA CACCIA E AI FESTINI. LA COSTRUZIONE, MISTO DI CLASSICISMO E " CHINOISERIE ", INIZIERA' NEL 1799

GIUSEPPE VENANZIO MARVUGLIA - ARCHITETTO





















PALAZZINA CINESE - PALERMO






PALAZZINA CINESE - PARCO DELLA FAVORITA - PALERMO - BORBONE











CASINO DI CACCIA - PARCO DELLA FAVORITA - PALERMO - SICILIA - BORBONE









PALAZZINA CINESE - PALERMO




































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- 1949, esce il primo film sulla mafia, "In nome della legge", diretto da Pietro Germi e tratto da un romanzo del magistrato  palermitano Giuseppe  Guido Lo Schiavo, "Piccola Pretura".


IN NOME DELLA LEGGE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
MASSIMO GIROTTI - PIETRO GERMI
 
 
 
 
 
 
 














 


Il film fu girato a Sciacca ( e di Sciacca era Accursio Miraglia,
 il grande sindacalista ucciso dalla mafia negli anni della
 strage dei sindacalisti, quando i sindacalisti erano dalla parte del popolo e non organici al
potere come oggi !)  ed e' incentrato sul conflitto tra un
pretore settentrionale e un barone latifondista,  e sull'omerta'. Viene ucciso un ragazzo di 17 anni e il pretore cosi' si rivolge alla gente sul sagrato della chiesa : " ...Paolino l'avete ammazzato voi, voi che invece di aiutarmi a svolgere il mio compito mi avete considerato un nemico della vostra pigrizia. L'avete ammazzato voi che avete creato mille ostacoli al mio lavoro...Voi tutti, uomini e donne, che vi siete lasciati avvilire dalla paura anche quando si trattava di scoprire e punire gli assassini dei vostri figli, che avete cercato di sopraffare la
legge anche quando difendeva i vostri interessi...Certo, uno
solo di voi ha materialmente sparato al ragazzo, uno che forse mi sta ascoltando e che non riuscirò a giudicare e a punire perche' protetto dalla vostra paura ! "
 

 
 
 
 
 
 


 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


 
 
 Il   film ricevera' tre nastri d'argento e incassera' 401 milioni ( quando il biglietto costava circa novanta lire)
 
 
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PASTA  NCASCIATA O INCACIATA - CUCINA SICILIANA - MESSINA
"...IO VE LO DICO COSI' COME ME  LU CUNTO' MIA NONNA...QUESTA RICETTA
 E' ANTICA NON SI SA QUANTO E LA BONANIMA DELLA MIA BISNONNA SI RICORDAVA DI CHE COSA
 MERAVIGLIOSA FOSSE QUELLA CHE FACEVA SUA NONNA. A' DDI TEMPI ' U FURNU NON C'ERA 'NTE CASI E
QUELLO PER FARE IL PANE SI ACCENDEVA UNA VOLTA LA MESE. DUNQUE PER LE FESTE GRANDI E SPECIALMENTE A MEZZAGOSTO....I PREPARATIVI INIZIAVANO ALLE SEI DI MATTINA, MA IL SUGO DI POMODORO FATTO COL MACINATO E I PISELLI E LE MELENZANE FRITTE ERANO PRONTI DALLA SERA PRIMA. SI CALCOLAVANO GLI INVITATI, MAI MENO DI UNA VENTINA,E, DOPO AVERE SCOLATO LA PASTA CATANISEDDA ASSAI AL DENTE, SI CONDIVA CON IL SUGO, LE UOVA BOLLITE, IL SALAME, TANTA TUMA E SI STENDEVANO PER LARGO LE FETTE DELLE MIGLIORI MELENZANE DI BUDIRU. TUTTO QUESTO A TANTI SOLI FINCHE' NON SI ARRIVAVA
 A RIEMPIRE COMPLETAMENTE 'A CASSARUOLA IAUTA. TUTTO DOVEVA STARE
 FITTU FITTU E SUBITO CALDO COM'ERA DOVEVA ESSERE CHIUSO DA UN
COPERCHIO TENUTO STRETTO DA UNA PAPPINA E QUALCHE GIRO DI SPAGO. IN QUESTO MODO SI FACEVA UNA SPECIE DI FORNO E ALL'UNA 'A PASTA 'NCASCIATA
 E' PRONTA.....LA PAROLA INCACIATA E' MODERNA E RIGUARDA L'USO DEL CACIO.....

CUCINA SICILIANA - PASTA NCASCIATACUCINA SICILIANA - PASTA INCACIATA











 



















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- SICILIA, terra di conquista : in principio arrivarono i Sicani, provenienti dall' Asia Minore, che presero il posto dei popoli preistorici, di cui poco e' rimasto. Poi vennero i Fenici e i
Siculi, questi ultimi di origine latina. Poi fu la volta dei Greci. Nel 210 aC  ecco i Romani, che tennero la Sicilia fino al 440
 --> i Vandali --> gli Ostrogoti --> i Bizantini --> gli Arabi -->
i Normanni --> gli Svevi --> gli Angioini--> gli Aragonesi --> i Castigliani --> gli Asburgo di Spagna. Nel 1713 i Savoia, e poi
gli Austriaci, e poi i Borboni , e poi i Piemontesi e i
Garibaldini. E poi le Guerre e gli Alleati, che ridiedero forza e potere alla mafia, e i democristiani e Forza Italia e l'MPA e i socialisti e i DS, sempre pronti agli inciuci , pur di   arraffare una  poltrona  !
 
 

A tutto questo  si legano i caratteri
dei Siciliani d'oggi : capelli biondi o neri, carnagione bianca o scura, amministratori e politici bravi ed onesti (pochi !) e disonesti (troppi, e nei posti di comando !), bravi cittadini, rispettosi del bene comune
 e popolino incline al latrocinio, serbatoio di voti per la casta
 dei politici disonesti ! Quanto dobbiamo di buono agli arabi,
ai normanni e quanto male ci hanno fatto i vandali, i Borbone,
gli arroganti Piemontesi  (ci trattarono da selvaggi, invece di tentare di capire la natura e i bisogni del popolo siciliano !) ! Quanta saggezza dobbiamo riconoscere agli Altavilla, i quali capirono che per governare bene dovevano cercare la collaborazione dei popoli conquistati, e così fecero con arabi e latini.
 
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La Sicilia, terra di schiavi : ti sei chiesto il perchè di cognomi come LO NIGRO o LO SCHIAVO ? Derivano dal fatto che per gran parte della sua storia la Sicilia fu terra di schiavi.
Nel V secolo gli abitanti dell' isola erano 700.000, e di questi 300.000 erano schiavi ; fu grazie a loro che la Sicilia divenne
 il granaio del Mediterraneo, e gran parte di loro erano negri razziati durante le campagne militari. Storie di altri tempi ? Non direi se pensiamo che fino agli anni cinquanta nelle
solfare lavoravano ragazzini, uomini e vecchi, ridotti allo stato animalesco !
 
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- La  mafia  non uccide le donne  e i bambini, ha il senso della famigia: minchiate !!! Nel 1983 in una farmacia di Palermo - quartiere Arenella - viene uccisa, nel corso di una rapina, una cliente di trent'anni, che si trovava li' per caso...sembra un tragico destino...l'amara verita' si sapra' anni dopo...la ragazza era il bersaglio  destinato ! La rapina era una finzione...lei
era la figlia disobbediente del boss FIDANZATI...doveva
essere punita perche' aveva un comportamento non consono alla mafia...faceva fare brutta figura al padre, il boss!
 
Gaetano Fidanzati
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
E come dimenticare il pastorello ammazzato dal dottore Navarra, Giuseppe Letizia, perche' testimone della uccisione
di Placido Rizzotto ?
E la madre, la zia e la sorella di Mannoia ?
 
GIOVANNI FALCONE - MARINO MANNOIA
 
 
 
 
 
 
 
 













E i quattro ragazzini fatti uccidere da Nitto Santapaola
perche' avevano osato rubare la borsa alla madre del boss !? Avevano 11 e 14 anni ! Furono strangolati e gettati in un
pozzo ! In quel maledetto casolare a decretarne la morte
furono anche i mafiosi di Riesi e Mazzarino.
E il bimbo ucciso a San Lorenzo?

CLAUDIO DOMINO



















E il piccolo Di Matteo, figlio di un pentito, rapito, tenuto nascosto in un buco piccolissimo, ridotto a una larva umana, strangolato e poi sciolto nell'acido ?

Di Matteo
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 



 
E li chiamano "uomini d'onore " !!!
 
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- Corsi e ricorsi storici: negli anni 50 del secolo scorso il cardinale di Palermo, Ernesto Ruffini, in una sua lettera pastorale indicava come veri nemici della Sicilia e del suo
buon nome non i mafiosi quanto il PCI, il sociologo Danilo Dolci, lo scrittore Tomasi di LAMPEDUSA  !!!
 
Ernesto Ruffini e un giovanissimo Pino Puglisi
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 





 
 
 
 
 
In anni recenti Gianfranco Micciche', allora viceministro, propose di cambiare il nome dell'aeroporto di Palermo: tornare al vecchio "Punta Raisi" invece del "Falcone e Borsellino", che faceva ricordare le stragi mafiose !     ...senza parole !
 
MICCICHE'
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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- Per non dimenticare gli esponenti del movimento contadino ammazzati dalla mafia :
1) 1905 Luciano Nicoletti, a Corleone
2) 1906 Andrea Orlando, medico, a Corleone
3) 1915 Bernardino Verro, sindaco socialista di Corleone
4) 1919 Giovanni Zangara, assessore comunale a Corleone
5) dal 1944 al 1948 : G. Scalia a Cattolica Eraclea - Nunzio Passafiume a Trabia- Giuseppe Punatrello a Ventimiglia -
Pino Camilleri a Naro - Giovanni Castiglione a Alia - Giuseppe Biondo a Santa Ninfa - Andrea Raja a Casteldaccia - Paolo Farina a Comitini - Nicolo' Azoti a Baucina - Leonardo Salvia
a Partinico - Nunzio Sansone a Villabate - Pietro Macchiarella
a Ficarazzi - Vincenzo Lo Iacono, Giuseppe Casarrubea e Michelangelo Salvia a Partinico - Giuseppe Cajola a San Giuseppe Jato - Vito Pipitone  Marsala - Giuseppe Maniaci a Terrasini - Vicenzo Campo a Gibellina - Accursio Miraglia a Sciacca - Epifanio Li Puma a Petralia - Calogero Cangelosi, a Camporeale - Placido Rizzotto a Corleone
 
ONORE A LORO !
 
Accusino Miraglia
 
 
 
 
 
 
 




Carnevale




Placido Rizzotto

 
 
 
 
 

 
 







 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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- Il 28/1/1946, nelle campagne  attorno a Gela,una banda, legata al Movimento indipendentista siciliano, ammazza il brigadiere  Vincenzo Amaduni e i carabinieri Bonfiglio, Boscone, Greco, La Brocca, Levico, Loria,Spampinato. Dopo averli portati nella fattoria Rigiulfo, di proprieta' della principessa Deliella di Palermo , e poi in una miniera  di zolfo abbandonata in contrada Bubbonia, furono uccisi uno alla volta, dopo essere stati costretti a spogliarsi.
E'  la prima strage politica della nuova Italia.
Chi diede l'ordine ? Ancora una strage senza mandanti ?
No, i mandanti erano noti, erano i vertici di quell'indipendentismo siciliano che si coprì del sangue di innocenti, carne da macello per un fine ignobile, asservire la Sicilia alla mafia in nome della vocazione americana . Erano
 il duca di Carcaci, Lucio Tasca di Bordonaro, Finocchiaro Aprile, il barone La Motta...e altri,  piu' o meno nobili...ma
 tutti interessati a svendere la Sicilia a chiunque potesse garantire i loro interessi .


FINOCCHIARO APRILE


















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- " La storia della mafia italiana non e' solo un giallo in cui bisogna cercare il colpevole, ma anche un giallo in cui bisogna cercare chi sapeva. E sopratutto
cercare di capire perche' diamine chi sapeva non ha fatto nulla "
 
                                                          John Dickie - "Onorata Societa' "
 
 
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- Anni fa, dopo l'uccisione di Falcone, Luca Rossi (autore di
un bel libro di mafia: " I Disarmati") scriveva un articolo dal titolo "Ragioniamo su Falcone". Tema: la strage di Capaci fu veramente un esempio della potenza e dell'infallibilita' della mafia ? Analizziamo i fatti. La macchina che salta in aria, uccidendo sul colpo i suoi passeggeri,  non e' la macchina di Falcone ma quella degli uomini di scorta che lo precedevano.
La macchina di Falcone sbatte contro il muro di terra e
cemento provocato dall'esplosione e perde il davanti ma il parabrezza non va in frantumi e l'abitacolo e' integro ; la blindata ha retto l'urto ! Allora perche' muore Falcone ? Probabilmente muore come si muore in un incidente d'auto e per due motivi : 1) Falcone e' alla guida dell'auto e non
indossa la contura di sicurezza , come é solito fare - 2) Falcone non doveva trovarsi al posto di guida, ma dietro; ha chiesto
lui a Costanza di guidare; Costanza - l'autista - seduto dietro,
si salva !
 
CAPACI
 
 
 
 
 





 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Falcone muore comunque, quindi viene da dire
" che cambia"? Cambia molto , invece ! Falcone non muore
 per l'esplosione della bomba mafiosa ma muore per qualcosa che somiglia ad un incidente stradale ! "NON E' UNA FESSERIA. E' STATO PROPRIO FALCONE A SPIEGARE IL VALORE PROPEDEUTICO DEGLI OMICIDI DI MAFIA. UN OMICIDIO SERVE PRINCIPALMENTE A LEVARE DI
MEZZO QUALCUNO; UN OMICIDIO DI MAFIA SERVE ANCHE DA AMMAESTRAMENTO.  L'OMICIDIO DI FALCONE SERVIVA AD ELIMINARE FALCONE; MA FALCONE ERA L'UOMO MEGLIO PROTETTO D'ITALIA E , UCCIDENDOLO IN QUEL MODO,  LA MAFIA HA DETTO:SIAMO INFALLIBILI, POSSIAMO ARRIVARE OVUNQUE.
CHE NON E' VERO: HANNO PREMUTO IL TELECOMANDO IN ANTICIPO "  (Luca Rossi).
Insomma, se Falcone fosse stato un po' piu' prudente anche Capaci sarebbe stato un attentato fallito come per l'Addaura !
 
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- LIBERO GRASSI : in fabbrica aveva un grosso cane belga - i mafiosi lo fecero sparire - ricomparve dopo 40 giorni, ridotto
a uno scheletro ! Un avvertimento.
Ma si puo' essere piu' schifosi di cosi' !
 
LIBERO GRASSI - RAKET ESTORSIONI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
OMICIDIO LIBERO GRASSI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


 
 
 
 
 
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- 1985: Riina e compagnia  festeggiano un matrimonio a Cefalu'. Cassara' e
Montana vengono a saperlo e arrivano con 200 uomini.
Decine di donne si parano davanti l'ingresso ,impedendo l'ingresso alla polizia. Parte una telefonata per Palermo e
arriva Contrada, che viene fatto entrare ! Nel frattempo i mafiosi fuggono e Contrada manda tutti a casa.
 
Bruno Contrada
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Poliziotto, agente segreto, ex numero 3 del Sisde. Lavora a Palermo per tantissimi anni ma è molto chiacchierato…Non sono solo voci e infatti nel giorno di Natale del 1992 viene arrestato. Bruno Contrada  viene  indicato come
trait d’union fra Stato e mafia non solo da una ventina di mafiosi pentiti, ma pure da una gran quantità di
autorevolissimi testimoni a cominciare dai colleghi di
Giovanni Falcone. Questi   hanno ripetuto varie volte davanti
 ai giudici di Palermo che Contrada passava informazioni a
Cosa Nostra, incontrando anche personalmente alcuni boss, come Rosario Riccobono e Calogero Musso.

Nelle sentenze succedutesi in 15 anni, si legge che Contrada concesse la patente ai boss Stefano Bontate e Giuseppe Greco; che agevolò la latitanza di Riina e la fuga di Salvatore Inzerillo e John Gambino; che intratteneva rapporti privilegiati con Michele e Salvatore Greco; che spifferava segreti d’indagine ai mafiosi in cambio di favori e regali (come i 10 milioni di lire accantonati dal bilancio di
Cosa Nostra, nel Natale del 1981, per acquistare un’auto a un’amante del superpoliziotto); che ha portato al processo
falsi testimoni a sua difesa. Inoltre ci sono 2 tristi vicende italiane che lo coinvolgono in prima persona.La prima è quella di Oliviero Tognoli, l’imprenditore bresciano arrestato in Svizzera nel 1988 come riciclatore della mafia. Secondo Carla Del Ponte, che lo interrogò a Lugano insieme a Falcone,
Tognoli ammise che a farlo fuggire dall’Italia era stato Contrada, anche se, terrorizzato da quel nome, rifiutò di metterlo a verbale. Poi, in un successivo interrogatorio,
ritrattò.
In più c’è un fatto gravissimo che lo vede coinvolto nella strage di via D’Amelio dove persero la vita Paolo
Borsellino e la sua scorta. Quel pomeriggio del 19 luglio ‘92 Contrada è in gita in barca al largo di Palermo con gli amici Gianni Valentino (un commerciante in contatto col boss Raffaele Ganci) e Lorenzo Narracci (funzionario del Sisde). Racconterà Contrada che, dopo pranzo, Gianni Valentino
riceve una telefonata della figlia “che lo avvertiva del fatto
 che a Palermo era scoppiata una bomba e comunque c’era
stato un attentato. Subito dopo il Narracci ha chiamato il
centro Sisde di Palermo per informazioni più precise”.
Appreso che la bomba è esplosa in via d’Amelio, dove abita la madre di Borsellino, Contrada si fa accompagnare a riva,
 passa da casa e, in serata, giunge in via d’Amelio. Ma gli orari
 - ricostruiti dal consulente tecnico dei magistrati, Gioacchino Genchi - non tornano. L’ora esatta della strage è stata fissata dall’Osservatorio geosismico alle 16, 58 minuti e 20 secondi. Alle 17 in punto, cioè 100 secondi dopo l’esplosione, Contrada chiama dal suo cellulare il centro Sisde di via Roma. Ma, fra lo scoppio e la chiamata, c’è almeno un’altra telefonata: quella
che ha avvertito Valentino dell’esplosione. Dunque, in 100 secondi, accadono le seguenti cose: la bomba sventra via d’Amelio; un misterioso informatore (Contrada dice la figlia dell’amico) afferra la cornetta di un telefono fisso (dunque non identificabile dai
tabulati), forma il numero di Valentino e l’avverte dell’accaduto; Valentino informa Contrada e gli altri sulla barca; Contrada afferra a sua volta il cellulare, compone il numero del Sisde e ottiene la risposta
dagli efficientissimi agenti presenti negli uffici solitamente chiusi di domenica, ma tutti presenti proprio quella domenica.

Tutto in un minuto e 40 secondi. 
 Misteri su misteri. Come poteva la figlia di Valentino sapere,
a pochi secondi dal botto, che – parola di Contrada – “c’era stato un attentato”? E come potevano, al centro operativo
 Sisde, sapere che era esplosa una bomba in via D’Amelio
già un istante dopo lo scoppio?
 
Altra  storia
E' il 23 febbraio1985...viene ucciso l'ingegnere PARISI,
titolare della ICEM ( illuminazione pubblica )...uomo potente..con Cassina si spartiscono gli appalti pubblici di Palermo...e' anche il presidente del Palermo calcio. La vedova raccontera' che il giorno stesso dell' omicidio si presento' a
casa sua il Contrada per raccomandarle il silenzio.."e si
ricordi che ha una figlia piccola " !
ROBERTO PARISI . ICEM - MAFIA - PALERMO
  
 















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- Strage di Capaci : Francesca Morvillo viene portata al reparto di Ortopedia - e' presente il primario, A. Vassallo, di cui Totuccio Contorno aveva detto che era medico della mafia - aveva avuto 5 anni al maxiprocesso - dopo tre anni era tornato libero e in ospedale !!!!
 
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- Di Gaspare Spatuzza i collaboratori di giustizia hanno raccontato come davanti al cadavere di padre Puglisi, prese il portafoglio del prete e stacco' le marche della patente ! Fu detto della sua abitudine di mangiare anche mentre scioglieva i cadaveri nell' acido !

Gaspare Spatuzza
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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- Il capomafia di Caccamo, Panzeca, mandante dell' omicidio di Turiddu Carnevale, usava sedere in poltrona accanto al sindaco durante il consiglio comunale !
 
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- Luigi Pirandello volle morire così' : " ...un carro di infima classe, quello dei poveri...nudo. E  nessuno mi accompagni, ne' parenti ne' amici. Il carro, il cavallo, il cocchiere e basta.  Bruciatemi."  Così' fu,le ceneri sparse nel Caos, la vecchia contrada dove sorgeva la sua tenuta !
Estremo segno del disprezzo che egli aveva per il prossimo, il radicato mito dell' uomo forte ( che lo porto' ad aderire al fascismo, nel 1924, quando il regime era in crisi per l'omicidio Matteotti ) e  all' altissima idea che aveva di se stesso.
 
Luigi Pirandello
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Pirandello - De Filippo 

 
 
 
 Lui non mi scrive mai e io trovo pace perche' so che la sua
vita e' seminata di spine, ma vedo che non vi e' rimedio, essendo cosi' formata la sua natura. Quanto sarei stata piu' contenta se fosse stato meno intelligente e avesse potuto
vivere la vita dei viventi ! "

Da una lettera della madre di Luigi Pirandello alla figlia Lina, datata Porto Empedocle, 21/1/1889




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Renato Guttuso
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Gattuso e Sciascia
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
























 
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- Prima dell' Ucciardone, costruito nell' 800, il carcere di Palermo era la Vicaria, in Piazza della Marina; sotterranei e piano terra erano destinati a carcere, i piani superiori per la residenza del vicere', il Vicario del re di Spagna. Il nuovo carcere nacque nel piano dell' Ucciardone (ai tempi degli Angioini questa localita' era
 adibita alla coltivazione dei cardi spinosi per il pascolo dei bovini , in francese "les chardons" --> per i palermitani " lu sciarduni", "lu ciarduni" ; da qui l'Ucciardone . 
 
UCCIARDONE - CARCERE - PALERMO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CARCERE DELL' UCCIARDONE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CARCERE UCCIARDONE - PALERMO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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GIGI BURRUANO - ATTORI - PALERMO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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CANNOLI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
IL CANNOLO , DOLCE DI PASTA CROCCANTE RIPIENO DI RICOTTA DI PECORA, ERA CONOSCIUTO GIA' SETTANT'ANNI PRIMA DI CRISTO. CICERONE, DURANTE LA SUA PERMANENZA IN SICILIA IN QUALITA' DI QUESTORE, CITA UN DOLCE CHE POTREBBE ESSERE IL CANNOLO :
 " TUBUS FARINARIUS, DOLCISSIMO EDULIO EX LACTE FACTO ".
 L'ORIGINE DEL NOME E'  CONTROVERSA: " CANNOLO " IN DIALETTO
 INDICA LA CANNULA DI UNA FONTANA DOVE SCORRE L'ACQUA.
POTREBBE PERO' DERIVARE DALL'ANTICA PROCEDURA DI
PREPARAZIONE DELLA CIALDA.
 LA PASTA INFATTI VENIVA ARROTOLATA SU CILINDRI DI GROSSE CANNE DA FIUME. DA QUI IL TERMINE ACCRESCITIVO "CANNOLO ", GROSSA CANNA.

FAMOSI I CANNOLI DI PIANA DEGLI ALBANESI E SANTA CRISTINA GELA !

SE VOLETE GUSTARNE APPIENO LA FRAGRANZA, CHIEDETE CHE SIA RIEMPITO AL MOMENTO DI MANGIARLO, PER EVITARE CHE SI AFFLOSCI POICHE' IL VAPORE DELLA RICOTTA VIENE ASSORBITO DALLA CIALDA !

 
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LUPARA BIANCA : 

LUPARA
 fu un metodo di sterminio messo
 in pratica dai liggiani durante la grerra con i navarriani. L'iniziale eliminazione "tradizionale" degli avversari a base di scontri a fuoco, anche per le strade del paese,
faceva troppo rumore; troppi
morti per le strade ! Liggio decise
di adottare il metodo della lupara bianca, gia' messo in atto
con Placido Rizzotto : il nemico veniva attirato in trappola
con l'aiuto di conoscenti comuni che proponevano un "ragionamento", sequestrato, ucciso e il corpo fatto sparire in vario modo ( bruciato su enormi graticole, gettato nei
crepacci, sciolto nell'acido, dato in pasto ai maiali, inglobato
nei pilastri dei palazzi in costruzione) . Così sparirono
Antonino Governali, inteso "fungidda" ,Giovanni Trombadore, inteso "signiruzzu", e tanti altri. La tecnica fu messa in opera anche in trasferta : Vincenzo Listì, navarriano e consigliere comunale democristiano, stava per prendere il pulman per tornare a Corleone quando un amico gli propose un passaggio in macchina; lui accettò e sparì .
Degno allievo di Liggio fu Totò Riina:   nella seconda guerra
di mafia ( meglio parlare di sterminio )  circa 300 persone
 scomparvero nel nulla  ( oltre i 200 cadaveri che coprirono le strade di Palermo ).
Degno di nota  quanto accadde il 30 novembre 1982 alla  " Favarella",

FAVARELLA
 la tenuta di Michele Greco a Ciaculli : sessanta persone
vennero uccise e i loro corpi non
più ritrovati. Erano gli uomini di Rosario Riccobono, boss di
Partanna Mondello, ucciso quella stessa mattina nei terreni dei Brusca.  Il giornalista Pino Buongiorno così racconta in un suo libro su Riina :
" l'ecatombe avvenne in rapida successione, in maniera che nessuno potesse avere il tempo di capire cosa stava
succedendo. Molti furono strangolati mentre passeggivano lungo i viali, altri morirono ammazzati a revolverate in  casa.
 I corpi furono in parte sotterrati nelle campagne della tenuta, dopo essere stati cosparsi di sali chimici, in parte messi in grossi recipienti pieni di acido ".
 
MICHELE GRECO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
ROSARIO RICCOBONO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
























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IL GATTOPARDO






















BURT LANCASTER - IL GATTOPARDO




















BURT LANCASTER
CLAUDIA CARDINALE


























ALAIN DELON























LUCHINO VISCONTI













































IL GATTOPARDO










IL GATTOPARDO



















IL GATTOPARDO













IL GATTOPARDO

































































CLAUDIA CARDINALE

















LUCHINO VISCONTI - IL GATTOPARDO





























IL GATTOPARDO


























































BURT LANCASTER - LUCHINO VISCONTI




















LUCHINO VISCONTI

















TOMASI DI LAMPEDUSA A PALMA DI MONTECHIARO










TOMASI DI LAMPEDUSA










































































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TONY SPERANDEO
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PORTELLA DELLA GINESTRA









VITTIME DI 
PORTELLA DELLA GINESTRA














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pino caruso



























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TEATRO MASSIMO DI PALERMO






















IL TEATRO  MASSIMO DI PALERMO FU INAUGURATO IL 16 MAGGIO 1897, DOPO UNA GESTAZIONE DI 35 ANNI ! PRIMA OPERA IL FALSTAFF DI
VERDI ; SECONDA OPERA IN CARTELLONE LA GIOCONDA DI PONCHIELLI , NEL CUI CAST C'E'  UN GIOVANE ENRICO CARUSO.
VIENE COSTRUITO PER DARE ALLA CITTA' UN TEATRO LIRICO GRANDE E MODERNO; IL TEATRO BELLINI E' TROPPO PICCOLO, PIU' ADATTO PER CONCERTI DA CAMERA ; IL TEATRO POLITEAMA,  COSTRUITO NEL 1874,
 HA UNA ACUSTICA CHE LASCIA A DESIDERARE. 
TEATRO MASSIMO DI PALERMO















IL CONCORSO INTERNAZIONALE , INDETTO NEL 1864, VEDE VINCITORE GIOVAN BATTISTA FILIPPO BASILE, 43 ANNI, ARCHITETTO CAPO DEL COMUNE ( LA SPUNTA SU 35 PROGETTI ! AL QUARTO POSTO SI CLASSIFICHERA' GIUSEPPE DAMIANI ALMEJDA, PROGETTISTA DEL POLITEAMA ).
GIUSEPPE DAMIANI ALMEJDA

LA PRIMA PIETRA FU POSATA IL 12
GENNAIO 1875.
PER COSTRUIRLO FURONO ABBATTUTI UN CONVENTO E LE CHIESE DI SAN GIULIANO
E DELLE STIMMATE .
LA REALIZZAZIONE DEL TEATRO DURO' TANTISSIMO, TRAVAGLIATA DA LOTTE INTESTINE ( CHI VUOLE , COME F.P. PEREZ, CHE L'INCARICO PASSI ALL' ALMEJDA ; CHI SOSTIENE IL BASILE, COME IL SINDACO EMANUELE NOTARBARTOLO ), DA
PROBLEMI STRUTTURALI ( PER LA NATURA GEOLOGICA DEL TERRENO  FU
NECESSARIO SPINGERE LA PROFONDITA' DELLO SCAVO FINO A OTTO METRI ! ) E TANTO ALTRO.
A COMPLETARE L'OPERA FU IL FIGLIO DEL BASILE, ERNESTO ( IL PADRE MORI'  IL 16 GIUGNO 1891, ALL' ETA' DI 66 ANNI ) 
IL 28 GENNAIO 1974 VERRA' CHIUSO PER MOTIVI DI SICUREZZA.



TEATRO MASSIMO DI PALERMO


















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FICARRA E PICONE





























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TURI FERRO



















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GAETANO BASILE
GAETANO BASILE








                                           


Da cosa nasce la " boria" dei palermitani ? La colpa e' di quel marmo situato nel portico meridionale della Matrice, dove sta scritto : PRIMA SEDES - CORONA REGIS - REGNI CAPUT ! Siamo stati la capitale del mondo !

Nel DNA del palermitano c'è quanto basta di arabo per farne
un amante focoso,  di spagnolo per farne un poeta fantasioso,
di greco per la furbizia, di bizantino per la capziosita', di normanno per l'arte di rubare,  ma sempre seducente come
un siciliano ! 
E spiritosi ( almeno quelli di una volta ), come Enrico Ragusa,
il Professore, che , passeggiando in via Ruggero Settimo,
gridava "cornuti", contando poi quelli che si giravano !



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FRANCO FRANCHI E CICCIO INGRASSIA


























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teatro IL POLITEAMA - PALERMO



















SAN GIOVANNI DEGLI EREMITI - PALERMO

































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LA CAPONATINA

CAPONATA DI MELENZANE - CUCINA - SICILIA


















NETTARE, AFFETTARE E METTERE A SGOCCIOLARE IN UNO SCOLAPASTA LE MELENZANE PER ALMENO UN'ORA, PERCHE' PERDANO L'AMARO.
PREPARARE UNA SALSA LEGGERA AL BASILICO.
DISSALARE I CAPPERI.
TRITARE IL SEDANO A TOCCHETTI, CON LA MEZZALUNA.
PREPARARE LE OLIVE VERDI.
SCOLARE E  STRIZZARE LE MELENZANE - QUANDO BEN ASCIUTTE , TAGLIARLE A PEZZETTI E INIZIARE A FRIGGERLE.
ATTENZIONE : SE LA FRITTURA E' LEGGERA LE MELENZANE DIVENTANO LESSATE;
SE SI LASCIANO TROPPO IN PADELLA DIVENTANO NERE E AMAROSTICHE .
DEVONO ESSERE COLOR BRONZO DORATO !
IN UN TEGAME SI METTE PRIMA IL SEDANO E SI SOFFRIGGE DELICATAMENTE ;
POI SI AGGIUNGONO LE MELENZANE PER DUE MINUTI E SI MESCOLA A FUOCO
VIVO; POI SI AGGIUNGE LA SALSA E SI FA CUOCERE PER 10-15 MINUTI. 
ALLA FINE SI BUTTANO DENTRO CAPPERI E OLIVE E MEZZO BICCHIERE D' ACETO.
LA CAPONATINA SI MANGIA FREDDA !

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CASTELLO UTVEGGIO - PALERMO - SICILIAIL  CASTELLO UTVEGGIO SORGE SU MONTE PELLEGRINO, " IL PIU' BEL PROMONTORIO DEL MONDO ", COME GOETHE LO DEFINI' NEL SUO " VIAGGIO IN ITALIA ". 
PANORAMA FANTASTICO : LA CONCA D'ORO, I MONTI, IL GOLFO DA CAPO ZAFFERANO A SFERRACAVALLO !
IL CAVALIERE UTVEGGIO NE VOLLE FARE  UN GRANDE ALBERGO-RISTORANTE NEL PUNTO PIU' PANORAMICO DI PALERMO, IL PRIMO
PIZZO DI MONTE PELLEGRINO, 346 METRI A STRAPIOMBO SUL MARE.  I LAVORI INIZIARONO NEL 1928 E SI CONCLUSERO IN SOLI CINQUE ANNI. NON EBBE FORTUNA ! FINI' PER ESSERE ESPROPRIATO DALLA REGIONE SICILIA E DIVENTARE  SEDE DEL CERISDI E DEL SISDE !






NEL 1995 PAPA GIOVANNI PAOLO II NE FU OSPITE E , AFFACCIATOSI DALLA
TORRETTA PRINCIPALE, BENEDISSE LA CITTA' .








DEL CAVALIERE UTVEGGIO RICORDIAMO ANCHE LA COSTRUZIONE
DELLO STADIO DELLA FAVORITA E LA SUA PRESIDENZA DEL PALERMO CALCIO. 



MONTE PELLEGRINO - CASTELLO UTVEGGIO - PALERMO








PALERMO - CASTELLO UTVEGGIO - LIBERTY PALERMITANO




GIOIELLO DEL LIBERTY PALERMITANO !


CASTELLO UTVEGGIO - PALERMO - SICILIA - LIBERTY
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VILLA VALGUARNERA - BAGHERIA
VILLA VALGUARNERA - BAGHERIA - SICILIA


























LA PIU' BELLA  DELLE ANTICHE DIMORE NOBILIARI DI BAGHERIA !
LA PIU' PANORAMICA ! NELLA PARTE RETROSTANTE UNA TERRAZZA BELVEDERE SPAZIA SU UN PANORAMA CHE ABBRACCIA TUTTO IL GOLFO DI PORTICELLO !
LA SUA COSTRUZIONE INIZIO' NEL 1713 E TERMINO' NEL 1737.
NE FU PROGETTISTA TOMMASO MARIA NAPOLI, LO STESSO DI VILLA PALAGONIA.


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